ottobre 15th, 2015
we-were-emergencies

[Perché è una poesia che ho in testa da un po', in relazione a Vivian. E perché oggi rileggendo i vecchi capitoli per correggerli ed eliminare incongruenze con la nuova versione mi sono imbattuta in un'interazione con Carlos che non ricordavo per niente e che mi ha lasciato un po' di ghiaccio dentro.

Penso che fosse colpa mia, in parte, del fatto che non ne avevo misurato del tutto le implicazioni - perché in sostanza penso di aver misurato ben poco, quando abbiamo iniziato a scrivere la Rosa, e probabilmente mi mancavano anche gli strumenti per farlo. Ma mi ha fatto tenerezza accorgermi quanto è cambiato nel tempo. Quando sta meglio. Anche se continua a far male e certe cose mai passeranno del tutto e ha ancora tanta strada davanti, e probabilmente più di un capitombolo. Ma è nella direzione giusta, credo. E a volte è come rivedi certe foto: ti accorgi di quanto si cambia solo guardando indietro.]

We were emergencies

We can stick anything into the fog
and make it look like a ghost
but tonight
let us not become tragedies.
We are not funeral homes
with propane tanks in our windows,
lookin’ like cemeteries.
Cemeteries are just the Earth’s way of not letting go.
Let go.

Tonight
let’s turn our silly wrists so far backwards
the razor blades in our pencil tips
can’t get a good angle on all that beauty inside.
Step into this
with your airplane parts.
Move forward
and repeat after me with your heart:

“I no longer need you to fuck me as hard as I hated myself.”

Make love to me
like you know I am better
than the worst thing I ever did.
Go slow.
I’m new to this.
But I have seen nearly every city from a rooftop
without jumping.
I have realized

that the moon
did not have to be full for us to love it,
that we are not tragedies
stranded here beneath it,
that if my heart
really broke
every time I fell from love
I’d be able to offer you confetti by now.

But hearts don’t break,
y’all,
they bruise and get better.
We were never tragedies.
We were emergencies.
You call 9 – 1 – 1.
Tell them I’m having a fantastic time.

Buddy Wakefield

4 Responses to “We were emergencies”

  1. fata scrive:

    A me di questa poesia fa venire le vertigini questa parte:
    “But I have seen nearly every city from a rooftop
    without jumping.”
    Ma proprio, fino dalla prima volta che la lessi.
    Che poi non la associo neanche a nessuno in particolare, in realtà, solo che fa venire i brividi a me. Per qualche ragione.

    .::Rispondi::.

    roh Risponde:

    Quella parte è molto Rowan, però, ora che mi ci fai pensare. *rolls*

    (Però è vero che è una delle più belle.^^)

    .::Rispondi::.

  2. ste_white scrive:

    Mi sa che questa poesia qui non me la dimentico più.

    .::Rispondi::.

    roh Risponde:

    Io l’avevo trovata citata da qualche parte, forse solo qualche passaggio – credo che «”I no longer need you to fuck me as hard as I hated myself.” /Make love to me /like you know I am better / than the worst thing I ever did» sia il pezzo più famoso – e mi aveva colpito tantissimo. È davvero una di quelle poesie, secondo me, che a volte ricordi e ti trovi a ripeterti quasi senza accorgertene.
    Sono felice che ti piaccia.^^

    PS – E uno di questi giorni devo scriverti, Ste, perché stanno di nuovo passando i mesi, ma tra scuola e traduzioni sono stata incasinatissima. Spero che tu stia bene. Un bacio.^^

    .::Rispondi::.





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