Archive for the ‘rowan’ Category

Lullaby in white

lunedì, dicembre 7th, 2015
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Forse tutto questo non è che una bugia che racconto a me stesso, frammenti di specchio scelti con cura per il riflesso che danno. Ma voglio credere a ciò che ricordo, perché ognuno ha bisogno di una storia e questa è la migliore che possiedo.

Perché ancora adesso, pensarti mentre scendi agli inferi per salvarmi è come respirare aria pulita dopo un incendio.

Perché il tuo Orfeo è un musicista di strada, forse, e la mia Euridice ha giocato con il serpente, ma ognuno dà alle proprie favole il finale che vuole. E in questo finale io e te non ci perdiamo per sempre, ma corriamo per strade buie e abbiamo il cielo dalla nostra parte, e tu non hai bisogno di non voltarti per dimostrare al destino di essere forte – ti giri a sorridermi e c’è il verde nei tuoi occhi, c’è tutto un futuro impossibile che forse vibra ancora, trasparente e intero, da qualche parte.
(continua…)

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Solo il resto del mondo

venerdì, novembre 6th, 2015
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Edward mi toccava soltanto con gli occhi e c’era qualcosa, nello spazio tra la nostra pelle; un coltello leggero, uno sguardo affilato.
Ho conosciuto il fuoco, sulla carne – ferro ardente e disprezzo, lo sai, l’hai sentito. Ma niente è mai andato più a fondo di quello. Del mio nome inciso dalla sua voce – un marchio invisibile, come di pioggia o lacrime.
Sono passati anni, da quando l’ho perso. Anni da quando mi ha sorriso, e detto che andava tutto bene, che tutto era giusto; detto che ero bello, e forte, e prezioso, e che non c’era spazio per me nel suo regno. Non poteva darmi più nemmeno un angolo.
Soltanto Parigi. Solo il resto del mondo.

(continua…)

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Fire painting – Steve Spazuk

mercoledì, novembre 4th, 2015

Credo che Rowan si sia innamorato.

(continua…)

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Running out of lullabies

giovedì, ottobre 1st, 2015
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Abbiamo pubblicato oggi su EFP il prologo di RUNNING OUT OF LULLABIES, che già avevamo caricato su LJ circa tre anni fa.

Questo perchè abbiamo ripreso in mano la side, attualmente mancano da scrivere giusto i capitoli finali. Il resto è pronto. E stavolta crediamo di poter dire, con un’ottimo margine di sicurezza, che la storia verrà pubblicata interamente fino alla sua conclusione. Il che, insomma – dati i precedenti – per noi è già un traguardo.^^

Saranno più o meno 11 capitoli + un prologo, il tutto intercalato da parti più liriche e introspettive che avranno la voce di Rowan  e che parleranno da un futuro corrispondente all’incirca al periodo della Rosa.  La side è ambientata un anno dopo Drenched, invece.  Lo scenario, è Parigi.

Per chi fosse interessato, il link a LJ è questo. (Su LJ è già pubblicato anche il primo capitolo.) Il banner qua sotto, invece,  porta al prologo su EFP.

Aggiornamenti previsti ogni 4/5 giorni.

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Polyamory with knives

mercoledì, settembre 30th, 2015
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Just because you fell in love with the river
doesn’t mean you must feed it your bones.

You can take new lovers. Wine, for instance.
And bread. Difficult shoes. Little blue pills.

The first boy’s knife. The bowie, the buck,
the chef’s. Switch, pocket, butcher, butter.

You can submerge in a hotel bath, drainage
ditch, Newton Creek, East River. The sea.

Eat the whole pan of lasagna. The entire box
of Thin Mints. You can go down in mimosas.

You can lose yourself in Clifton, or Sexton,
Walker, Hooks, Rich, Atwood. Or Hughes.

Even the boxer whose poems sewed you shut.
Whose hands pulled you from the red red tub.

The boy who became boxer who became
man who became poet who became husband.

Yes, you can love the river. The knife. The pills.
The wine. You can love a thousand lonelinesses.

You can love the man and each of his hands.
Love the brine and the meat and all the tiny ruins.

— jeanann verlee

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Reloaded

martedì, settembre 29th, 2015
reloaded

Le sue mani avevano dita lunghe e ferme, né troppo curate né sciupate dalla fatica; il suo volto poteva avere quarant’anni o cinquanta. Sotto gli abiti, il corpo si indovinava asciutto.
Forse, appena troppo poco brutale per essere pericoloso.
“Ti hanno mai fatto un ritratto?”
La domanda era uscita leggera, l’americano aveva accennato un sorriso.
“Una volta,” aveva risposto.
E poi, quasi come in un gioco: “Da bambino.”

(pic by bubble_gum_heart)

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Protetto: Marchio Rw

sabato, settembre 26th, 2015
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Drenched in Red

lunedì, settembre 6th, 2010

Abbiamo il trailer!^^

And I write this only to rob you

mercoledì, maggio 12th, 2010
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La prima volta che Fata mi ha fatto leggere questa poesia, avevamo concluso Drenched da un mese.
Ora, è passato un anno. E ci sono ritornata spesso – talmente tante volte che ho perso il conto. Per Rowan ed Edward ma anche per quello che di me c’è tra i versi, per quel che c’è di Fata. Per le storie che intravedi in filigrana e sai che non racconterai mai, ma fa bene sentirle.
Non so perché la sto postando qui, oggi. Forse – sicuramente – perché vorrei farla leggere a Ste.
Ma c’è anche altro, probabilmente.
Una di quelle cose che non si riescono a capire.

La versione inglese, comunque, potete trovarla QUI nel post con cui Fata me l’ha fatta conoscere.
Qui sotto, la traduzione italiana.

LETTERA

Come hai ucciso la tua famiglia
per me non ha nessuna importanza
mentre la tua bocca esplora il mio corpo

E conosco i tuoi sogni
di città che crollano e cavalli al galoppo
di sole che si fa troppo vicino
e notte senza fine

Ma per me non hanno nessuna importanza
accanto al tuo corpo

So che là fuori infuria una guerra
che tu impartisci ordini
che si strangolano bambini e decapitano generali

ma il sangue non ha nessuna importanza per me
non turba la tua carne

assaporare sangue sulla tua lingua
non mi sconvolge
se le mie braccia si fondono con i tuoi capelli

Non credere che non sappia
cosa accadrà
dopo che i soldati saranno stati massacrati
e le puttane passate a fil di spada

E ti scrivo solo per derubarti

così che tu sappia che quando un mattino la mia testa
penderà sgocciolando accanto agli altri generali
dal cancello di casa tua

che tu sappia che tutto questo era stato previsto
e così capirai che per me non aveva nessuna importanza.

Leonard Cohen, Let Us Compare Mythologies

Canto della pazienza

venerdì, aprile 2nd, 2010
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Per un incantevole momento pensai che sarebbe impazzita
e avrebbe messo fine alla febbre della ragione.
Ma teneva in mano una scheggia del Cristo,
così non mi restò che ridere e premere una moneta calda
fra i suoi seni stagionati;
ma ricordai chiaramente allora le tue lettere folli
e come mi avevi tessuto in gola le iniziali.

Gli amici mi avvertono
che hai letto l’antico scheletro dell’oceano;
che cuci i suoni delle acque
in bocche diverse, in altri monumenti.
«Viaggia con una pallottola d’argento», si raccomandano.
«Nasconditi in tasca un paletto».
E mi fa sorridere come fraintendono le tue lettere folli
e la mia gola ricamata.

Oh gli dirò di amarti con cura;
di onorarti con conchiglie e bottiglie colorate;
di allontanare dal tuo volto la sabbia che cade
e dal tuo braccio umano lo scarabeo bruciato del tempo;
di insegnarti nuove storie sul fulmine
e di lasciarti correre qualche volta a piedi nudi sulla spiaggia.
E quando l’ago gli sorriderà esangue nella guancia
lui capirà infine quant’è bello
essere amati da una pazza.

E non mi piace aspettare gli anni
che impiegherà l’oceano per scoprire il tuo volto e farlo di ruggine
come ha fatto con tutti i fari della storia
che hanno vòlto l’oro e la pietra all’assalto furioso delle acque,
perché allora anche le tue lettere si saranno macerate nella logica dell’oceano
e io ho unghie abbastanza lunghe
per strapparmi i punti dalla gola.

Leonard Cohen, Let us compare Mythologies

Perchè ci manca Drenched. Credo.
O forse ci mancano semplicemente Rowan ed Edward.
E nelle poesie di Cohen c’è sempre così tanto di loro, e del loro amore, e dell’amore di Edward per il Rosso, che ogni volta aprire uno dei libri è un suicidio cosciente.

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